IM#1 Hard clubbing: è legge

Il primo contributo per il format "immaginare come se n̵o̵n̵ ci fosse un domani" è un articolo proveniente dal futuro. L'Ammiraglio Canarinis tramite un viaggio "tempo-astrale" recupera un articolo del 2028 di Maria Bubola scritto per "Il Notturno". La notizia sembra molto attuale: l'hard clubbing è legge. Nel marasma di opinioni che oggi commentano il fenomeno del "soft clubbing", in un clima politico reazionario, l'articolo in questione dà un punto di vista su come immaginare il futuro: il punto non è delegittimare il "soft", ma legittimare l'"hard".
Buona lettura.

"HARD CLUBBING": E' LEGGE
Roma - È stata finalmente approvata dal parlamento la legge Palmetti, meglio conosciuta come legge "hard clubbing". Da mesi il leader del Pgi spingeva verso un cambiamento di paradigma fondamentale, così ai nostri microfoni già nel 2026: "Non dobbiamo modellare il nostro divertimento, la nostra necessità di ballare, la nostra tensione alla libertà, per incastrarli tra le strette intercapedini lasciate vuote tra un impegno e l'altro, rischiando anche di snaturare culture cariche di storia e significati sociali e politici".
L'iniziativa di Palmetti ha preso il nome di "hard clubbing" perché ritenuta in contrapposizione al fenomeno del "soft clubbing", tendenza ormai sedimentata che ha provato a traghettare le feste a base di musica elettronica dai mari mossi della notte alle acqua calme dei party diurni, perlopiù mattutini. Questi "party mutilati", come pare li abbia definiti Palmetti lontano dai microfoni, conditi di retorica anti alcool (e ovviamente avversi all'uso di sostanze ricreative), nascevano come l'alternativa alle notti insonni, il nuovo avamposto della cultura del wellness, la scialuppa di salvataggio per chi, a causa di impegni di lavoro, familiari, o di altro tipo, non poteva più permettersi di fare le ore piccole, o di dedicare uno o due giorni alla cura dei postumi del "viaggio".
La Palmetti provvederà a fornire risorse e assistenza a clubbers e ravers che vogliono continuare a vivere la loro cultura nel modo che ritengono più naturale e autentico: notturno, spensierato, magari sopra le righe. Oltre ai permessi di lavoro post evento (fino a 3 giorni), saranno implementati presidi medici "sottocassa" dalle ASL e servizi di trasporto pubblico da e verso le feste, contributi per babysitter e badanti da lasciare a casa coi propri cari, hub pubblici e gratuiti per effettuare test sulle sostanze ricreative da utilizzare. Prossimamente il governo punterà anche ad inserire un bonus all'interno del reddito universale per acquistare i biglietti dei party preferiti (anche se l'obbiettivo finale rimane la gratuità dei tali eventi).
Chiudiamo con le parole del segretario Palmetti, pronunciate a poche ore dal voto finale: "Questa legge servirà a garantire sicurezza e divertimento a una fascia della popolazione che desidera ancora vivere appieno una cultura effervescente, liberatoria e libertaria. Non rappresenterà un freno agli eventi diurni, legittimi e apprezzabili, e non introdurrà norme di regolamentazione dei party notturni. Il governo e il Pgi puntano a ribaltare un concetto: non dobbiamo più trovare alternative alle nostre passioni a causa di una vita opprimente, ma dobbiamo rendere le nostre esistenze più leggere e piene di esperienze che ci facciano stare bene con noi stessi. Comunque vada il voto di oggi non ci fermeremo qui, vogliamo ancora più libertà dal lavoro, un reddito universale migliore, meno proibizioni, più tempo, più divertimento, più vita".
Maria Bubola - Il Notturno, 16/01/2028
Articolo trovato in un viaggio tempo-astrale dall'Ammiraglio Canarinis


