Anima - Dirty Fest. Il “fare anima” conquista l’hip-hop

Chissà cosa penserebbe James Hillman nel sapere che la sua idea di "fare anima" è stata usata come spunto per costruire un festival hip-hop nel sud Italia. Probabilmente sorriderebbe: da una parte perché era un grande amante dell'Italia centro-meridionale, dall'altra perché la psicologia uscirebbe finalmente dagli studi degli psicologi, proprio come auspicava.
Anima, ovviamente, non è un festival che parla di psicologia né ha la presunzione di essere in qualche modo psicoterapeutico. È un evento che, prendendo spunto dalla "teoria della ghianda", costruisce attorno alla cultura hip-hop un momento capace di stimolare la ricerca del proprio Daimon interiore.
Per "teoria della ghianda" si intende una visione di ispirazione neoplatonica secondo cui in ognuno di noi esiste un destino da compiere, e la missione della nostra esistenza è proprio realizzarlo. Una ghianda, in fondo, sa che dovrà diventare una quercia.
Il "fare anima" può essere riassunto come la capacità di rileggere se stessi in chiave immaginale e mitica, dove gli eventi che ci accadono diventano parti del viaggio di un eroe. Un eroe che, alla fine, troverà il tesoro tanto agognato. Questo approccio trasforma paure e limiti in creatività. Ed è proprio questa visione che porta alla nascita di Anima. Visione della realtà che trova di sicuro affinità con la cultura rap, nella quale il limite della propria condizione è il campo in cui coltivare la propria arte.
Il festival nasce come memorial di Dirty Gun, rapper e produttore che ha lasciato il corpo troppo presto. Grande divulgatore delle idee di Hillman, credeva profondamente nella possibilità di ognuno di riconnettersi al proprio Daimon. In molti lo ricordano come una guida, capace di accompagnare ciascuno nella ricerca della propria vocazione.
Questo è il mito di Dirty Gun che vive ancora oggi: in un'accezione pienamente hillmaniana, il ricordo della persona si fonde con un'immagine ideale che lo rappresenta. Da qui nasce il Dirty Fest. Al di là dell'umano, è proprio in questa immagine ideale che il rapper continua a vivere, nel mito che ha costruito in vita.
Il festival invita tutte le "ghiande" a unirsi in una lunga giornata in cui ognuno può liberarsi da false percezioni di sé e diventare la quercia che è destinato a essere. È un evento che mette al centro il "fare anima", qualcosa di insolito per una festa hip-hop, che qui esonda dalla street culture canonica per entrare in una dimensione immaginale, a tratti spirituale.
L'appuntamento è per il 9 maggio 2026 a Sant'Angelo in Formis - Capua (CE), in via Galatina II tratto, snc.
Dalle 15:00, musica, street art, graffiti ed esposizioni daranno vita a una lunga giornata che culminerà con il live dell'artista Mama Marjas.
Calliphora


